L'enciclopedia del Banato

Orizzonti Culturali Italo-Romeni

Paolo Ceriani, esperto in restauro dei monumenti: «Timişoara, un grande patrimonio da salvare»

«La “Piccola Vienna”, ricca di edifici monumentali nel centro storico e nei quartieri più significativi, ha perduto nel tempo la sua brillantezza e vivacità, giungendo ad un profondo degrado, inclusa la perdita di opere firmate da importanti architetti di tutta Europa ed esperti lavoratori locali. Una riqualificazione del consistente patrimonio architettonico monumentale di Timişoara gioverebbe molto alla città anche in vista della sua candidatura a Capitale europea della Cultura 2021, ed avrebbe un effetto benefico anche sull'economia della regione, facendo ripartire il settore, ora fermo, delle costruzioni». Lo sostiene l'ingegnere milanese Paolo Ceriani, esperto di patologie del patrimonio monumentale e dei relativi interventi di recupero, stabilmente presente da circa due anni a Timişoara. Buon conoscitore della città, l’ingegnere illustra in questa intervista la sua visione dello stato delle cose, raccontando anche la propria esperienza umana e professionale.

«Lo scultore delle campane»: Ştefan Călărăşanu, un vita donata all'arte

Il 1 dicembre 2013 si è spento, all’età di 66 anni, il noto artista Ştefan Călărăşanu, «lo scultore delle campane». Nato il 9 marzo 1947 a Turnu Severin, è stato membro dell’Unione degli Artisti Plastici (UAP) della Romania. Nel 1998 ha vinto il Premio Nazionale «George Apostu» e nel 2004 gli è stato conferito il Premio per la Scultura UAP. È autore di opere monumentali presenti in diverse città della Romania, come ad esempio Campana della Libertà e Composizione a Timisoara, Martire e Gesù Cristo a Lugoj, Monumento dei detenuti politici a Turnu Severin, Campana di pietra a Resita, ma anche Croce in Repubblica Ceca. 
Ştefan Călărăşanu ha lasciato il segno della sua arte anche in Italia. Nel settembre del 2012, infatti, trascorse tre settimane a Menfi, in provincia di Agrigento. In questo periodo scolpì una campana di marmo che, insieme al suo amico Gianluca Testa, regalò alla comunità. L’opera è esposta nel piazzale del centro civico di Menfi dal 15 gennaio 2013, quarantacinquesimo anniversario del terremoto del 1968 nella Valle del Belice. Oltre a lavorare alla sua
Campana di marmo, Călărăşanu iniziò a produrre una serie importante di disegni che riportano le impressioni della sua permanenza  a Menfi. Adoperò molti di questi disegni come simbolo d’amicizia e considerazione, oltre che apprezzamento per le attenzioni ricevute dagli abitanti del paese, e ne donò diversi ad uomini e donne che lo avevano accolto calorosamente.

Ricordiamo lo scultore attraverso le immagini dei suoi disegni realizzati nel soggiorno italiano, in prossima uscita in un catalogo curato dall'amico Gianluca Testa.

Timişoara, un rinnovamento che parte dalla cultura e punta all'Europa. Parla Lavinia Simion

«Ancora oggi Timişoara è l’unica città europea ad avere tre teatri nelle tre lingue nazionali - romeno, ungherese e tedesco - che condividono lo stesso edificio, il Palazzo della Cultura. Questo, insieme agli oltre mille primati di Timişoara in diversi ambiti, costituisce un valido background a favore della candidatura della città a Capitale Europea della Cultura nel 2021».
Lavinia Simion, consigliere della Direzione per la Comunicazione, Dipartimento per le Istituzioni Culturali del Comune di Timişoara, nonché rappresentante della Municipalità di Timişoara nel Consiglio direttivo dell’Associazione Timişoara Capitale Culturale Europea, ci illustra come la città si sta preparando per mostrare di meritarsi questo titolo. 
«Timişoara gode di una ricca vita culturale che offre più di 60 prestigiosi eventi, con il patrocinio di istituzioni e organizzazioni culturali di spicco. Teatri, filarmoniche, musei, gallerie d’arte, centri culturali, biblioteche, organizzazioni e fondazioni culturali costellano la città».

«Riviviscenze di lacerti». A Timisoara, la pittura di Marco Paladini

Il 14 novembre 2013 è stata inaugurata la mostra «Riviviscenze di lacerti» di Marco Paladini, pittore originario di Genova che da alcuni anni ha scelto di vivere ed esprimere la sua arte a TimisoaraVi invitiamo a conoscerlo attraverso le sue parole e i suoi quadri.  «Qui – ci dice – sono entrato in contatto con la galleria 28 di Ovidiu e Marie-Jeanne Badescu, dove per la prima volta ho realizzato quanto la dimensione spirituale nell'arte avesse qui in Romania un grande rilievo. Da loro ho conosciuto artisti come Silviu Oravitzan, Constantin Flondor e giovani come Sorin Scurtulescu e tanti altri e, pochi anni fa, ho fatto una mostra con Sorin Nicodim alla galleria Pigmalion».
La mostra, organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Timisoara, è stata ospitata nell’Aula della Biblioteca Centrale Universitaria «Eugen Todoran» dell'Università dell’Ovest.

E lo spirito italiano risuona all’Opera di Timişoara. Parla Corneliu Murgu

Da dodici anni Corneliu Murgu dirige l'Opera Romena di Timişoara. Strettamente legato all'Italia per il suo articolato percorso umano e professionale, il maestro Murgu delinea l'attività di questa prestigiosa istituzione, presentandone i successi e illustrando anche la nuova stagione, ricca di manifestazioni speciali per festeggiare i sessantacinque anni di attività artistica dell'Opera. Di un fatto il maestro Murgu è convinto, con aperta soddisfazione: «Ogni anno produciamo tra i 60 e gli 80 spettacoli. Dopo 12 anni posso dire che siamo probabilmente l’Opera migliore della regione, apprezzata e rinomata in tutto il Paese. Abbiamo forse una mentalità più occidentale, una certa dedizione al lavoro che sono riuscito a coltivare in tutti questi anni», aggiungendo: «Abbiamo anche portato qualcosa dello spirito e della mentalità italiana nel nostro teatro».

Da Timişoara al Vaticano: Papi, santi e cardinali secondo i ritratti di Ştefan Popa Popa's

Nell'aprile del 2011 ha avuto luogo in Vaticano un evento più unico che raro: l’esposizione, per 15 giorni, di una serie di ritratti di Papi, santi e altre personalità del mondo cattolico realizzati dall’artista romeno Ştefan Popa Popa’s. Ritrattista di fama internazionale e personalità di grande esuberanza culturale, Popa ha esposto a Villa Sopegna i ritratti degli ultimi dieci Papi, nonché quelli di santi e personalità ecclesiastiche. Si tratta di quadri a olio, riprodotti anche nel suo album «Papi, Santi… illustri». Uno dei ritratti di Papa Benedetto XVI, personalmente consegnato dall’artista al Pontefice, verrà stabilmente esposto nella prestigiosa Sala dei Papi della Basilica di San Pietro, mentre molte delle opere esposte in Vaticano andranno in mostra itinerante in varie città italiane tra cui Venezia, Pietrelcina e Assisi.

Architettura a Timişoara. Giuseppe Grieco: «Una città di contrasti che cerca di imparare»

Un gioco di contrasti tra il cromatismo e il decorativismo delle facciate degli edifici storici, e l’assenza di colore e di cura delle costruzioni più recenti. Ecco il primo colpo d’occhio sulla città di Timişoara dell’architetto Giuseppe Grieco, assistente del professor Tancredi Carunchio, titolare della cattedra di «Laboratorio di Restauro dell’Architettura» presso la Facoltà di Architettura dell’Università «Sapienza» di Roma. Nel 2009, l’architetto Grieco prende parte col prof. Carunchio all’Urban International and Architectural Workshop presso la Facoltà di Architettura dell’ Università Politecnica di Timişoara; nel 2011, partecipa alla mostra dedicata ai lavori di Restauro dell’Architettura – Histories of Restoration, presso i Bastioni di Timişoara. Ne nasce un’autentica empatia professionale, un incontro dove competenza e passione ben si riflettono nello sguardo che l’architetto Grieco porta sulla configurazione urbanistica e architettonica della Timişoara dei nostri giorni, inclusi altri aspetti di grande attualità: lo scarto tra area urbana e rurale ancor oggi riscontrabile in Romania; il «dialogo» con l’esistente e la storia del luogo nel caso dell’architettura contemporanea romena e italiana; il crescente interesse degli architetti italiani per l’architettura romena. Un'intervista originale e di ampio respiro.

Architettura a Timişoara. Serena Volterra: «Asburgica e disinvolta, un ponte nel tempo»

Serena Volterra, architetto, è assistente del prof. Tancredi Carunchio al Laboratorio di Restauro dell'Architettura presso l'Università «La Sapienza» di Roma. Nel 2011, ha partecipato al convegno «Histories of restoration, picking up the pieces for architectural rebor», tenutosi a Timişoara, con una comunicazione sulle conclusioni del dottorato di ricerca per studenti romeni e italiani dedicato al recupero della Caserma ad U di Timişoara. Nell’intervista che proponiamo, l’architetto Volterra segnala in maniera estesa ed approfondita alcune peculiarità architettoniche della città di Timişoara, considerandone tra l’altro l'edilizia sul modello austriaco e altre tipologie del tutto differenti legate alla cultura e tradizione locale.«Mi sembra che a Timişoara si sia molto disinvolti nell'utilizzo di un linguaggio attuale e nella progettazione e costruzione del nuovo», segnala l’architetto Volterra, senza trascurare di raccomandare grande cura per ottimizzare il rapporto fra strutture preesistenti e interventi contemporanei.

Timişoara, tra scoperte archeologiche e futuro europeo

I lavori in corso per il recupero del centro storico a Timişoara sono stati occasione per la recente scoperta di reperti archeologici di grande interesse, come le fondamenta della chiesa medievale di Piazza San Giorgio e le fondamenta del bagno turco in piazza della Libertà. Un'intervista con Dan Leopold Ciobotaru, direttore del Museo del Banato, offre l'occasione non solo per una valutazione di tali scoperte, ma anche per approfondire il profilo che sviluppo e promozione culturale della città dovrebbero avere, in vista della sua candidatura a Capitale Europea della cultura nel 2021.

Timişoara multiculturale, tra sviluppo storico e articolazione etnica

Timişoara celebra la festa della città il 3 agosto di ogni anno, commemorando – a partire dal 1999 – il 3 agosto 1919, quando la città poté beneficiare dell'autonoma amministrazione romena, dopo il dissolvimento dell'Impero austro-ungarico. Paradossalmente, prima del 1999, Timișoara festeggiava il 18 ottobre, ricordando il medesimo giorno del 1716, quando Eugenio di Savoia conquistò la città, aprendo la via agli oltre 200 anni di dominazione austro-ungarica.

(Sfilata delle truppe romene in Piazza dell'Unità, 3 agosto 1919)

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