Orizzonti Culturali Italo-Romeni

Architettura

Capolavori da salvare: le chiese in legno nei dintorni di Lugoj e Faget

Sono trascorsi più di quattro anni dalla mia prima visita alla chiesette in legno che si trovano nella zona della regione del Banato, ed in particolare nell’area di Lugoj e Faget, a circa 70 chilometri dal capoluogo Timisoara. Quella visita – breve ma intensa dal punto di vista umano e religioso – che ho effettuato quasi per caso nella primavera del 2009, mi ha fatto scoprire le piccole chiese che risalgono all’inizio del diciassettesimo secolo e che erano originariamente costruite in legno, sia come struttura principale che nei particolari secondari della copertura e degli elementi interni ornamentali. L’impulso che mi ha spinto a parlare di quel particolare episodio è scaturito dal desiderio di trasmettere ad altri l’indiscutibile bellezza di manufatti di profondo valore storico, architettonico e monumentale, oltre a quello strettamente religioso che ne ha determinato la realizzazione.
L’area territoriale in cui sono inserite è prevalentemente a carattere rurale ed inizialmente le piccole chiese rappresentavano, nel limitato ambito abitato, il principale riferimento della religiosità di culto ortodosso: il successivo ampliamento degli insediamenti ha portato al naturale decentramento di questi manufatti in ambito cimiteriale conseguente alla costruzione, in epoche più recenti, di nuovi luoghi di culto in posizione centrale degli abitati. 

Paolo Ceriani, esperto in restauro dei monumenti: «Timişoara, un grande patrimonio da salvare»

«La “Piccola Vienna”, ricca di edifici monumentali nel centro storico e nei quartieri più significativi, ha perduto nel tempo la sua brillantezza e vivacità, giungendo ad un profondo degrado, inclusa la perdita di opere firmate da importanti architetti di tutta Europa ed esperti lavoratori locali. Una riqualificazione del consistente patrimonio architettonico monumentale di Timişoara gioverebbe molto alla città anche in vista della sua candidatura a Capitale europea della Cultura 2021, ed avrebbe un effetto benefico anche sull'economia della regione, facendo ripartire il settore, ora fermo, delle costruzioni». Lo sostiene l'ingegnere milanese Paolo Ceriani, esperto di patologie del patrimonio monumentale e dei relativi interventi di recupero, stabilmente presente da circa due anni a Timişoara. Buon conoscitore della città, l’ingegnere illustra in questa intervista la sua visione dello stato delle cose, raccontando anche la propria esperienza umana e professionale.

Architettura a Timişoara. Giuseppe Grieco: «Una città di contrasti che cerca di imparare»

Un gioco di contrasti tra il cromatismo e il decorativismo delle facciate degli edifici storici, e l’assenza di colore e di cura delle costruzioni più recenti. Ecco il primo colpo d’occhio sulla città di Timişoara dell’architetto Giuseppe Grieco, assistente del professor Tancredi Carunchio, titolare della cattedra di «Laboratorio di Restauro dell’Architettura» presso la Facoltà di Architettura dell’Università «Sapienza» di Roma. Nel 2009, l’architetto Grieco prende parte col prof. Carunchio all’Urban International and Architectural Workshop presso la Facoltà di Architettura dell’ Università Politecnica di Timişoara; nel 2011, partecipa alla mostra dedicata ai lavori di Restauro dell’Architettura – Histories of Restoration, presso i Bastioni di Timişoara. Ne nasce un’autentica empatia professionale, un incontro dove competenza e passione ben si riflettono nello sguardo che l’architetto Grieco porta sulla configurazione urbanistica e architettonica della Timişoara dei nostri giorni, inclusi altri aspetti di grande attualità: lo scarto tra area urbana e rurale ancor oggi riscontrabile in Romania; il «dialogo» con l’esistente e la storia del luogo nel caso dell’architettura contemporanea romena e italiana; il crescente interesse degli architetti italiani per l’architettura romena. Un'intervista originale e di ampio respiro.

Architettura a Timişoara. Serena Volterra: «Asburgica e disinvolta, un ponte nel tempo»

Serena Volterra, architetto, è assistente del prof. Tancredi Carunchio al Laboratorio di Restauro dell'Architettura presso l'Università «La Sapienza» di Roma. Nel 2011, ha partecipato al convegno «Histories of restoration, picking up the pieces for architectural rebor», tenutosi a Timişoara, con una comunicazione sulle conclusioni del dottorato di ricerca per studenti romeni e italiani dedicato al recupero della Caserma ad U di Timişoara. Nell’intervista che proponiamo, l’architetto Volterra segnala in maniera estesa ed approfondita alcune peculiarità architettoniche della città di Timişoara, considerandone tra l’altro l'edilizia sul modello austriaco e altre tipologie del tutto differenti legate alla cultura e tradizione locale.«Mi sembra che a Timişoara si sia molto disinvolti nell'utilizzo di un linguaggio attuale e nella progettazione e costruzione del nuovo», segnala l’architetto Volterra, senza trascurare di raccomandare grande cura per ottimizzare il rapporto fra strutture preesistenti e interventi contemporanei.