Orizzonti Culturali Italo-Romeni

Storia, Memoria e Attualità

«Quel profumo di caffè e Mitteleuropa». Riccardo Illy, storia di famiglia

Ci sono storie e uomini che sembrano custodire nel loro patrimonio genetico una costitutiva vocazione all'interculturalità. Genesi, sviluppo, contesti, prospettive: tutto nelle loro vicende tende a convergere, con intrinseca naturalezza, verso apertura di orizzonti e fusione di prospettive. È il caso di quella storia di famiglia, diventata poi anche brand di rinomanza internazionale, sintetizzata dal nome, anzi dal cognome Illy: un marchio di indiscusso pregio nel mondo del caffè, che molto ha da raccontare anche sul versante della storia. Andiamo a scoprirlo con Riccardo Illy, figura di primo piano nell’attuale conduzione dell’azienda di famiglia e noto anche per i suoi ruoli pubblici, prima come Sindaco di Trieste, poi come deputato, quindi come Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Nato da padre ungherese a Timişoara, all’epoca territorio dell’Impero Austroungarico, il nonno di Riccardo Illy, Francesco, diede il via ad un’impresa di famiglia dove si parlava ungherese, tedesco, italiano, felice plurilinguismo mitteleuropeo che avrebbe trovato a Trieste la più adeguata città di elezione e insediamento. Partì dunque proprio da Timişoara la storia multiculturale di una famiglia che oggi ha molto da raccontare, non solo sul piano del percorso e dell'affermazione aziendale, ma anche dell'attenzione alla cultura, nell'interesse comune: «Ogni impresa – sottolinea infatti Riccardo Illy, raccontando quel che si fa nella sua azienda – farebbe bene a impegnarsi a sostegno di almeno un settore dell’arte».

Simona Neumann: «A Timişoara costruiamo così la Capitale Europea della Cultura»

«Quello che conta davvero, quello che vi darà una marcia in più nella corsa al titolo di Capitale Europea della Cultura, sarà la dimensione europea dei progetti culturali locali». Così Ektor Tsatsoulis, executive manager per le iniziative di sostegno alla candidatura di Pafos (Cipro) a Capitale Europea della Cultura 2017, durante il seminario Timişoara 2021. Costruiamo una Capitale Europea della Cultura, tenutosi nel capoluogo del Banato il 14 e il 15 ottobre scorso su iniziativa dell’Associazione Timişoara Capitale Europea della Cultura, in prima linea nel sostiere e sviluppare a Timişoara progetti culturali su raggio europeo. La nostra rivista, partner dell’Associazione Timişoara Capitale Europea della Cultura e sostenitrice della candidatura della città al titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2021, presenta alcuni degli aspetti più significativi illustrati durante il suddetto seminario, dando voce a Simona Neumann, direttore esecutivo dell’Associazione.

Timişoara, un rinnovamento che parte dalla cultura e punta all'Europa. Parla Lavinia Simion

«Ancora oggi Timişoara è l’unica città europea ad avere tre teatri nelle tre lingue nazionali - romeno, ungherese e tedesco - che condividono lo stesso edificio, il Palazzo della Cultura. Questo, insieme agli oltre mille primati di Timişoara in diversi ambiti, costituisce un valido background a favore della candidatura della città a Capitale Europea della Cultura nel 2021».
Lavinia Simion, consigliere della Direzione per la Comunicazione, Dipartimento per le Istituzioni Culturali del Comune di Timişoara, nonché rappresentante della Municipalità di Timişoara nel Consiglio direttivo dell’Associazione Timişoara Capitale Culturale Europea, ci illustra come la città si sta preparando per mostrare di meritarsi questo titolo. 
«Timişoara gode di una ricca vita culturale che offre più di 60 prestigiosi eventi, con il patrocinio di istituzioni e organizzazioni culturali di spicco. Teatri, filarmoniche, musei, gallerie d’arte, centri culturali, biblioteche, organizzazioni e fondazioni culturali costellano la città».

Timişoara, tra scoperte archeologiche e futuro europeo

I lavori in corso per il recupero del centro storico a Timişoara sono stati occasione per la recente scoperta di reperti archeologici di grande interesse, come le fondamenta della chiesa medievale di Piazza San Giorgio e le fondamenta del bagno turco in piazza della Libertà. Un'intervista con Dan Leopold Ciobotaru, direttore del Museo del Banato, offre l'occasione non solo per una valutazione di tali scoperte, ma anche per approfondire il profilo che sviluppo e promozione culturale della città dovrebbero avere, in vista della sua candidatura a Capitale Europea della cultura nel 2021.

Timişoara multiculturale, tra sviluppo storico e articolazione etnica

Timişoara celebra la festa della città il 3 agosto di ogni anno, commemorando – a partire dal 1999 – il 3 agosto 1919, quando la città poté beneficiare dell'autonoma amministrazione romena, dopo il dissolvimento dell'Impero austro-ungarico. Paradossalmente, prima del 1999, Timișoara festeggiava il 18 ottobre, ricordando il medesimo giorno del 1716, quando Eugenio di Savoia conquistò la città, aprendo la via agli oltre 200 anni di dominazione austro-ungarica.

(Sfilata delle truppe romene in Piazza dell'Unità, 3 agosto 1919)