Orizzonti Culturali Italo-Romeni

Timişoara, tra scoperte archeologiche e futuro europeo

I lavori in corso per il recupero del centro storico a Timişoara sono stati occasione per la recente scoperta di reperti archeologici di grande interesse, come le fondamenta della chiesa medievale di Piazza San Giorgio e le fondamenta del bagno turco in piazza della Libertà. Un'intervista con Dan Leopold Ciobotaru, direttore del Museo del Banato, offre l'occasione non solo per una valutazione di tali scoperte, ma anche per approfondire il profilo che sviluppo e promozione culturale della città dovrebbero avere, in vista della sua candidatura a Capitale Europea della cultura nel 2021.

 

Dottor Ciobotaru, quali sono le più importanti recenti scoperte archeologiche e come verranno valorizzate?

Con l’avvio del progetto europeo di recupero del quartiere storico di Timişoara, sono iniziate indagini archeologiche preventive in Piazza della Libertà e Piazza San Giorgio (Piaţa Libertăţii e Piaţa Sf. Gheorghe). Un’enorme importanza è da attribuirsi alla scoperta delle fondamenta della chiesa medievale di Piazza San Giorgio e a quella della struttura medievale della piazza stessa. Anche i lavori al cimitero mussulmano della città stanno per essere ultimati. In piazza della Libertà sono state svelate le fondamenta del bagno turco la cui complessa struttura è un elemento inedito nell'architettura del Banato. Ciascuna di queste scoperte è stata affiancata da un inventario archeologico che sarà analizzato e pubblicato dopo gli scavi. Ovviamente accanto ai reperti, che verranno esposti nel museo, speriamo che nelle piazze si possa creare uno spazio di conservazione in loco delle scoperte architettoniche medievali che accresca il potenziale turistico della città.

Il recupero del castello Huniade del Museo del Banato costituisce una componente essenziale nel processo di recupero del centro storico di Timişoara. Che importanza riveste questo obiettivo per la città e a che punto sono i lavori?

Questo monumento rappresenta un emblema della città essendo il più antico edificio tuttora  in utilizzo. I lavori di consolidamento sono quasi ultimati e il progetto europeo, vinto dal distretto di Timiş, verrà avviato in primavera. In questo modo, nel giro di qualche anno, il pubblico potrà usufruire di uno spazio sottoposto a restauro, con esposizioni permanenti riproposte che daranno un contributo primario all'offerta culturale di Timişoara.

Rimanendo nella sfera del restauro dei monumenti, in che modo il Museo del Banato potrà fungere da punto di riferimento per la formazione di quanti operano in questo settore?

Nelle fila della nostra istituzione si annoverano esperti di restauro che godono di fama internazionale e che hanno svolto lavori di restauro di alcuni dei monumenti più rappresentativi di Timişoara. Tuttavia, molti dei monumenti nazionali sono vittime di degrado e urge l'avvio di un programma nazionale di formazione di restauratori con diverse specializzazioni. I nostri musei possono essere partner nell’ambito di programmi simili.

La storia del Banato presenta numerosi legami con l'Italia. Quali le sembrano più significativi?

Partendo dal patrimonio comune specifico dell'Impero Romano, i legami sono stati numerosi nella storia del Banato. La presenza in questo di alcune caste e di agglomerati civili riconducibili a tale periodo sono elementi indicativi in questo senso. Nel Medioevo possiamo ricordare l’insediamento a Timişoara del Re Carlo Roberto d'Angiò, erede al trono d'Ungheria, proveniente dal sud Italia, e in seguito tutta la serie di condottieri di origine italiana che ha caratterizzato la storia politica e militare del Banato medioevale. Nell'era moderna, i valorosi militari di origine italiana hanno lasciato il loro marchio sullo sviluppo e la modernizzazione del Banato a opera dell'Impero asburgico. Allo stesso modo la presenza di alcuni investitori italiani e artigiani, che qui si sono stabiliti per svolgere i nuovi mestieri introdotti in questo periodo, sono fatti storicamente comprovati.

Quali iniziative culturali promuovete oggi insieme all'Italia e quali future collaborazioni prospettate?

Il museo del Banato intrattiene rapporti di collaborazione culturale con ricercatori italiani nell'ambito di alcuni programmi comuni di ricerca archeologica nella regione. Attraverso il Consolato Generale Italiano a Timişoara, il Museo del Banato ha ospitato manifestazioni di grande valore tra cui spicca l'esposizione interattiva “Il genio di Leonardo. Le sue macchine e invenzioni” (Geniul lui Leonardo. Maşinile şi invenţiile sale) che ha goduto di un vasto pubblico. Rappresentanti delle istituzioni culturali hanno partecipato alla promozione dell'offerta culturale e turistica regionale in occasione delle manifestazioni organizzate dal Centro culturale romeno di Venezia.

Quali sono i punti forti di Timişoara per la candidatura al titolo di Capitale Europea della Cultura 2021?

L'immagine di una città centro-europea con una cittadinanza cosmopolita che ha assimilato le influenze delle zone confinanti e dell'intera Europa, tutti elementi che vengono rispecchiati dall’architettura, dall’atteggiamento e dalla struttura sociale. La diversità etnica della città si riflette nella presenza di istituzioni culturali molto diversificate che offrono una realtà unica in Romania. Il patrimonio architettonico con valore storico è estremamente prezioso, essendo i siti architettonici rappresentativi per la zona del sud-est europeo.

Quali aspetti andrebbero invece corretti e che proposte può avanzare per questa città?

Il patrimonio di Timişoara sta attraversando un processo di nuova valorizzazione e restauro partendo da monumenti ed edifici fino ai complessi architettonici individuati. Tutti gli interventi di questo tipo devono tenere conto dell’evoluzione storica della fortezza e successivamente di quella della città di Timişoara. La grande ricchezza di questo patrimonio è però anche il suo tallone d’Achille, in quanto il restauro richiede molto tempo e i suoi costi sono elevati. Credo che il principale ostacolo allo sviluppo dell’offerta turistica della città sia rappresentato dalla mentalità locale che non considera Timişoara una città turistica sebbene i flusso di visitatori sia costante. La realizzazione del programma che veda integrata anche una strategia culturale della città è solo uno degli obiettivi per i quali stiamo lavorando attualmente e che garantirà il rapido coinvolgimento delle autorità locali nel processo di adempimento alle richieste per aggiudicarsi il titolo di Capitale Europea della Cultura.
 

Intervista pubblicata in edizione bilingue sulla rivista «Orizzonti culturali italo-romeni», n. 2, febbraio 2014.
 
Intervista realizzata da Afrodita Carmen Cionchin
Traduzione dal romeno di Elena Levarda





La Chiesa di San Giorgio di Timişoara in alcune fotografie
realizzate nel 1886 dal parocco romano-cattolico Josef Brand